Che fine hanno fatto i risparmi sulla raccolta differenziata?

cestino01Stanno arrivando le lettere della TARI e i sestesi scoprono che non solo tutte e quattro le rate sono già scadute, ma che non ci sono risparmi sulle tariffe. L’avevo già scritto qui: si è scelto di non abbassare i costi della tassa sui rifiuti pur avendo a disposizione dei risparmi di gestione notevoli.

Da assessora avevo detto e scritto più volte che era conveniente aumentare la quota di raccolta differenziata e avevo anche pubblicato i costi, i risparmi e le premialità che eravamo riusciti a ottenere grazie all’impegno dei cittadini. Ma amministrare significa prendere delle decisioni per tutti e questa amministrazione ha fatto le sue scelte.

Ritornare alle buste del secco (40.000 euro all’anno), potenziare la raccolta di tutti i rifiuti anziché controllare che siano separati bene (5% di raccolta differenziata in meno in solo 6 mesi!), aumentare la frequenza dello svuotamento dei cestini stradali incentivando così quei cittadini che li usano come cassonetti dell’indifferenziato disponibili tutti i giorni: sono decisioni che hanno un costo e che pesano sulla tassa che noi cittadini paghiamo. Sono scelte politiche che dimostrano quanta attenzione per il cittadino ha l’amministrazione in carica che pure si vanta di averlo messo al centro.

Sarà forse che per loro mettere il cittadino al centro significa non controllare che le regole del vivere civile siano rispettate anche a costo di scontentare qualcuno; sarà che forse pensano che le cartoline poetiche con cui riempiono i social network bastino a far nascere spontaneo un senso civico che troppi dimostrano di non avere; sarà che l’ambiente non è certamente una priorità né sembra esserlo il risparmio a esso legato. Sta di fatto che i risultati si vedono sulle nostre bollette TARI.

Tutto questo mentre la raccolta differenziata continua mese dopo mese a scendere: così che l’anno prossimo potremo godere di un ulteriore aumento della TARI.

Complimenti, ottimo lavoro!

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Che fine ha fatto la riduzione della TARI?

taglio_tasseRiprendo a scrivere su questo blog (a cui ho cambiato il titolo, in attesa di trovarne uno migliore) dopo un’assenza di quasi 7 settimane. Infatti il lavoro degli amministratori comunali si allarga anche oltre il loro mandato, e oggi – con l’approvazione in Consiglio Comunale del Piano Economico-finanziario del Servizio di Igiene Urbana Ambientale e delle tariffe della TARI – si sarebbe dovuto concretizzare nei numeri il risultato straordinario ottenuto dai cittadini sestesi negli ultimi 2 anni.

E invece no.

Al netto dei dati completamente sballati sulle quantità di rifiuti prodotte (ma, in fondo, cosa volete che contino?), è gravissimo che il fabbisogno della TARI è pari a 3.107.023,09 euro, mentre l’anno scorso era di 3.062.000,00 euro.

Si tratta di ben 45.000 euro in più. Come si giustifica questo aumento? A leggere il Piano Finanziario (è disponibile sul sito del Comune, allegato alla Delibera di Giunta n. 86) sembrerebbe che non siano giustificati, dato che il crollo dei conferimenti del secco ci hanno fatto risparmiare oltre 60.000 euro.

Non c’è purtroppo la premialità di 154.000 euro, riferita al 2014, che dal punto di vista contabile deve essere messa in bilancio nel 2015, e quindi quella parte di risparmio non è giustamente calcolata a deduzione dei costi generali.

Non può tuttavia sfuggire – specie se si confrontano i dati con quelli del Piano Finanziario dell’anno scorso – che c’è qualcosa che non torna.

  • Le quantità di alcune tipologie di rifiuti sono aumentate enormemente – alcune quasi raddoppiate: si tratta evidentemente di una svista. O no?
  • I costi di smaltimento dell’umido organico fanno venire qualche dubbio: perché a fronte di costi di raccolta e trasporto (diminuiti del 4,6%) i costi di smaltimento sono aumentati di oltre il 44%? Eppure le tariffe non sono aumentate negli ultimi 2 anni…
  • I costi di raccolta e trasporto delle frazioni riciclabili sono aumentati in modo ingiustificato (per alcune cresciuti di oltre il 60%): dal momento che la periodicità della raccolta non è cambiata e – pur considerando un adeguamento dei costi con il nuovo contratto entrato in vigore il 1 settembre 2013 – come si giustificano aumenti così notevoli?
  • Negli “Altri costi” si nota la voce “Utili, spese di gestione e rischi d’impresa, adeguamenti contrattuali” che supera i 220.000 euro. Il contratto prevede un utile di impresa calcolato al 4,3% dei costi e spese generali allo 0,5%: perché allora invece di poco più di 80.000 euro ce ne sono quasi il triplo?

Non voglio annoiare i miei pochi lettori, ma di discrepanze e fumosità non ne mancano. Ci si chiede: perché la scelta di non tenere conto dei risparmi effettivi? In fondo, 14 punti in più di raccolta differenziata significano circa un risparmio compreso fra il 7 e il 10%.

Io qualche sospetto ce l’ho.

Scarto subito quello più “complottistico”, non voglio credere che ci sia una volontà politica nel nascondere i buoni (immodestamente direi anche ottimi!) risultati della raccolta differenziata annullandone il vantaggio diretto per i cittadini, la riduzione della TARI.

Ma resta quello che è addirittura peggiore: si è tenuto alto i livello dei costi (sui quali si basano le tariffe TARI che, come dice la legge, deve coprire i costi totali diretti e indiretti del servizio di igiene urbana ambientale) per far sì che il mancato incasso di una parte del gettito non pesi sul bilancio comunale. Infatti, fra evasione quasi cronica e impossibilità per molte famiglie di pagare quanto dovuto perché in difficoltà economiche, il Comune non incassa quasi un quarto del gettito totale.

Ma questo significa che chi già paga, continuerà a pagare più o meno lo stesso importo per coprire le mancanze di chi non vuole o non può pagare. E questo sarebbe giusto?

Ancora sulle norme della raccolta differenziata

In questi giorni i Riformatori di Sestu hanno fatto circolare un volantino che attacca l’Amministrazione per la raccolta differenziata. Legittimo l’uso del volantino per la critica politica, meno corretto infarcirlo di dati errati. Provo a seguire l’ordine delle loro considerazioni per rispondere nel merito, scusandomi fin da ora se questo post sarà molto più lungo del solito.

TASSE: Non è in arrivo NESSUN AUMENTO DELLE TASSE a Sestu. Per quanto riguarda i rifiuti, come ho spiegato nel mio post precedente, nel 2013 la tassa non l’ha ha aumentate il Comune, ma lo Stato. Capisco che noi cittadini le tasse le dobbiamo comunque pagare e, se non siamo coinvolti nella politica o nell’amministrazione, poco ci importa di chi ce le impone, ma insinuare che l’Amministrazione comunale abbia alzato le tasse a Sestu è quanto meno falso.
comparazione_TasiPer quanto riguarda la TARI, per esempio, quest’anno la tassa rifiuti resterà invariata (anzi non sarà gravata dai 30 centesimi a metro quadro che l’anno scorso sono andati allo Stato, quindi sarà significativamente più bassa). Sestu ha peraltro le tariffe più basse fra i comuni simili nell’area di Cagliari, come si vede dall’immagine qui sopra che mostra l’entità della tassa per una famiglia di 4 persone che vive in un appartamento di 100 mq in alcuni comuni vicini.

BUSTE PER L’ORGANICO: sono 5 mesi che l’organico viene raccolto in qualunque busta “compostabile” e non solo in quelle consegnate dal Comune di Sestu. Proprio perché ci si è resi conto della criticità su questo punto, si è stabilita una deroga alla regola.
E, a proposito delle buste, a leggere il volantino sembra quasi che il Comune abbia fatto un dispetto ai cittadini a dare le buste: pare infatti che si pretenda che si spendano i soldi per fornirle ma poi si debba lasciare la libertà a tutti di fare come meglio fa comodo. Quelli sì che sarebbero soldi buttati!

RIFIUTI IN ECCESSO: i Riformatori su questo punto dimenticano che esiste l’Ecocentro comunale (pagato anche quello con le nostre tasse perché funzioni). L’imballo dell’elettrodomestico che, si può presumere, non compriamo tutte le settimane non può essere raccolto dal servizio porta-a-porta. Pretendere che qualsiasi cosa vogliamo gettar via ci venga ritirata davanti a casa è un po’ troppo persino per i Riformatori che vogliono un servizio d’eccellenza senza doverlo pagare, evidentemente.

OLI E ABITI USATI: il Comune non paga né incassa nulla dalle raccolte degli abiti e degli oli usati. Si tratta di servizi forniti dalle ditte che li ritirano e che guadagnano dalla vendita di questi materiali. Non sono rifiuti che il Comune è obbligato per legge a ritirare, ma riteniamo sia utile dare un’alternativa al gettare i tessili nel secco o l’olio usato nello scarico fognario (cosa peraltro dannosa). La raccolta porta-a-porta dell’olio è stata interrotta dalla ditta per problemi organizzativi, ma immagino che anche le quantità non rilevanti di oli raccolti abbiano pesato sulla loro decisione.

FURTI DEI CONTENITORI: Sarebbe bello poter fornire gratuitamente i bidoni a chi ne subisce il furto. Peccato che, oltre a non potercelo permettere, questo incentiverebbe chi pensa così di non far danno alla famiglia a cui lo ruba ma a “nessuno” (che poi questo significhi a tutti, evidentemente a loro non interessa). Ricordo che i bidoni sono rilevabili con sistemi a radiofrequenza e presto gli operatori saranno dotati di un rilevatore che segnalerà quelli lontani dall’indirizzo a cui sono stati assegnati. Rubare un bidone per usarlo al posto del legittimo contribuente non è quindi una buona idea.

BOLLINI: Come si determina chi ha effettivamente lasciato il rifiuto per strada? Per i rifiuti imbustati dobbiamo contare sull’onestà dei cittadini, ovviamente. C’è il rischio, come segnala il volantino, che qualcun altro lasci i proprio rifiuti davanti a casa nostra? Certo che c’è. Ma questo rischio si elimina non mettendo bollini e multe o consentendo di conferire i rifiuti senza regole? Io direi di no, ma i Riformatori avranno sicuramente la soluzione al problema, che ce ne informino.

RICAVI DALLA DIFFERENZIATA: i ricavi ottenuti dalle frazioni riciclabili (i cosiddetti contributi Conai, circa 70.000 euro per il 2013) sono inseriti nel Piano Finanziario della TARI che, come i Riformatori ben sanno, è pubblicato sul sito del Comune e nell’Albo Pretorio. I contributi sono fissati dal Conai (Consorzio Nazionale Imballaggi) in accordo con l’ANCI (Associazione Nazionale dei Comuni Italiani) e il Comune non fa altro che fatturare ai relativi consorzi di filiera la tariffa a tonnellata moltiplicata per le quantità conferite nell’anno. Al momento non ho a disposizione i dati scissi per frazione di rifiuti, ma mi impegno a chiederla all’ufficio e a pubblicarla all’inizio della prossima settimana.

EDUCAZIONE: che i sestesi siano “imbecilli” evidentemente è un’idea dei Riformatori che infatti diffondono un volantino senza nemmeno controllare che le affermazioni che scrivono rispondano alla realtà dei fatti. Noi crediamo che la stragrande maggioranza dei cittadini sia rispettosa delle norme (e le percentuali di raccolta in crescita lo dimostrano), ma siamo anche consapevoli che, al netto di chi pensa sia una mossa furba “sfidare il sistema” contravvenendo consapevolmente alle regole, ci sono delle persone a cui le informazioni non sono arrivate correttamente. A quelli cerchiamo di arrivare con gli strumenti che abbiamo a disposizione. Se la vigilanza e la repressione non vanno bene, ci dicano i Riformatori come pensano di colpire quelli che poche righe più sotto definiscono, in un bel grassetto, “criminali dell’ambiente”.

VIGILANZA: Ci accusano di non fare “nulla contro quelli che, zitti zitti, ogni giorno si caricano le buste in macchina e vanno a buttarle in campagna o nei marciapiedi altrui”, ma quello che riusciamo a fare lo dobbiamo all’impegno di 17 barracelli (volontari!) e 16 vigili urbani. Presidiare un territorio come quello di Sestu avrebbe bisogno di ben altre forze…
Approfitto anche per far notare che, se fosse vero come dicono i Riformatori che il sistema “folle”, “surreale e vessatorio” porta all’abbandono dei rifiuti in campagna, dovremmo trovare solo rifiuti differenziati “in eccesso”. Invece, guarda un po’, si tratta sempre di buste dentro cui troviamo di tutto. Dopo quasi dieci anni di raccolta differenziata c’è ancora chi pretende di non separare i rifiuti è la colpa è del Comune. Certo, continuiamo a puntare il dito su chi deve pulire e non su chi sporca, mi raccomando!

UFFICI COMUNALI: L’Ufficio Ambiente riceve tutti i cittadini che chiedono informazioni o spiegazioni o che devono segnalare disservizi o problemi. Anche io, come Assessora, sono sempre in Comune negli orari di ricevimento e disponibile a rispondere a email o messaggi. Nessuno gira “come una trottola” da un ufficio all’altro” perché gli uscieri sanno benissimo dove indirizzare i cittadini che vengono in municipio per questioni ambientali.

RISULTATI POSITIVI: Ecco l’unico dato vero del volantino: è grazie ai cittadini sestesi che stiamo migliorando le nostre percentuali di raccolta differenziata. Chi altro, infatti, può ottenere quei risultati? Non certo gli amministratori o i tecnici comunali da soli! Ma, come capiscono anche i bambini, il sistema funziona se tutti fanno la loro parte. Che è qualche volta pesante (pagare le tasse, per esempio) o fastidiosa (dover tenere i rifiuti in più a casa per qualche giorno fino al prossimo ritiro o dover andare all’Ecocentro), ma contribuisce al benessere di tutti.

Istigare i cittadini a violare le regole, invece, non solo non aiuta, ma peggiora le condizioni di tutti.

Riflessioni a margine del dibattito sulla RD (parte 1)

RD01Nelle ultime settimane ci sono state polemiche sulla raccolta differenziata sia in paese sia sui Social Network, in particolare sull’applicazione più puntuale dei regolamenti.

In diverse occasioni ho avuto modo di proporre chiarimenti, spiegazioni e delucidazioni e ho anche potuto parlare o scambiare email con diversi cittadini. Ho anche letto qualcuna delle discussioni su Facebook, almeno quelle che sono riuscita a seguire, data la mole di commenti sul tema.

Mi sono resa conto, con rammarico, che le informazioni che circolano spesso sono vaghe se non inesatte e di questo, per il ruolo che ricopro, mi sento in parte responsabile. Provo a rimediare partendo da questo blog, impegnandomi a provvedere a pubblicare quante più informazioni possibili sul sito istituzionale e in forme che possano raggiungere più cittadini possibili (senza usare troppa carta, però!).

Comincio dalla nota più dolente: la tassa sui rifiuti.

L’anno scorso c’è stato un notevole aumento della tassa, soprattutto per le famiglie da 3 componenti in su. Non è stato il Comune a deciderlo e l’aumento della tassa non è stato causato dall’aumento dei costi del servizio (che negli ultimi anni sono rimasti sostanzialmente stabili). Le cause dell’aumento sono state due:

  1. Lo Stato, che ha fatto la legge, ha stabilito che l’intero costo del servizio e tutte le altre spese sostenute dal Comune in tema di igiene pubblica ambientale debbano essere suddivisi fra i cittadini attraverso quella che l’anno scorso si chiamava Tares e che quest’anno si chiama TARI. Prima la Tarsu copriva l’80% dei costi relativi alla raccolta e allo smaltimento dei rifiuti e tutto il resto finiva nella fiscalità generale (noi con l’IRPEF davamo i soldi allo Stato che a sua volta li dava ai comuni). Dall’anno scorso, invece, i trasferimenti dallo Stato ai comuni non ci sono più e questi devono far pagare ai cittadini i costi dell’intero servizio. Per fare un esempio, anche parte dello stipendio degli impiegati comunali che lavorano all’Ufficio Ambiente finisce nel totale su cui si calcolano le tariffe che ognuno di noi deve pagare;
  2. Con la Tares è stato introdotto il parametro del numero degli abitanti come elemento per il calcolo della tassa. Ovviamente è un parametro più giusto rispetto alla superficie della casa, dato che sono le persone e non le case vuote a produrre rifiuti ed è giusto che più rifiuti si producono e più si paghi (magari serve anche a renderci più consapevoli del fatto che dovremmo cercare tutti di produrne di meno). Fino all’anno scorso, se in due appartamenti uguali abitavano due famiglie una di 5 componenti e una di 2, la tassa delle due famiglie era uguale; con la Tares invece, la tassa della famiglia di 5 persone è circa 1 volta e mezza più alta di quella della famiglia di 2.

L’aumento della tassa è stato significativo per molte famiglie, ma la suddivisione dei costi è più equa dal momento che è più legata alla produzione dei rifiuti reale.

Quest’anno la TARI ha tariffazioni sostanzialmente simili alla Tares, ma, a differenza dell’anno scorso, non includerà l’addizionale statale (30 centesimi a metro quadro) che l’anno scorso abbiamo pagato nella rata di dicembre.

Nel 2013 si sono mantenuti gli stessi livelli di spesa del 2012 per l’igiene urbana ambientale e la tassa di quest’anno, dunque, sarà più bassa di quella dell’anno scorso.

Presto riceveremo la comunicazione dal Comune con i bollettini postali: potremo pagare in un’unica soluzione o in 4 rate con scadenza al 30 novembre 2014, 31 gennaio, 31 marzo e 31 maggio 2015.