Rifiuti: punto a capo o punto di non ritorno?

2015-11-10 13.26La raccolta differenziata a Sestu va sempre peggio.
A ottobre è scesa ancora: 70,45%.

I dati parlano chiaro
A poco meno di 4 mesi dall’insediamento della nuova Amministrazione cominciano a vedersi i risultati della politica del nuovo Assessore all’Ambiente, che ha sempre affermato: “prima il decoro, poi la fermezza delle regole”.

E i cittadini più pigri rispondono smettendo di separare i rifiuti, tanto è chiaro che viene ritirata qualsiasi cosa messa nella busta del secco (quale che sia la busta, anche nera).

Cominciano i meno sensibili alle questioni ambientali, seguono gli altri, sempre meno motivati a far bene. È evidente: il secco della raccolta domiciliare lievita a discapito delle altre frazioni. Il secco ha quasi raggiunto le quantità di agosto, quando però era stata ripulita una delle discariche abusive più grandi del territorio. C’è solo un modo per leggere questi dati: i sestesi separano sempre meno i loro rifiuti.

La linea politica è evidente
Si è scelto di non far scendere la TARI (si poteva fare, bastava non caricare il piano finanziario della gestione dei rifiuti di costi del 2014 non direttamente connessi a quel servizio); si potenziano i servizi di svuotamento dei cestini invece che disincentivarne l’uso come se fossero cassonetti dell’indifferenziato o dell’umido; si decide di continuare ad aggravare i costi (ad esempio decidendo di acquistare nuovamente le buste del secco, che costano quasi 40.000 euro all’anno).

Ma soprattutto, si è scelto – e l’Assessore Pisu se n’è persino fatto vanto – il decoro urbano a qualunque costo invece che continuare a lavorare sull’educazione dei cittadini.

Punto e a capo? Ma quando mai, si torna indietro!
Girando per le strade di Sestu – dentro il centro urbano e nelle campagne – non pare di poter esultare per la svolta “liberista” dell’Assessore. Le strade sono nelle condizioni di prima, i cestini stradali traboccano di buste di rifiuti domestici indifferenziati, l’abbandono di spazzatura di ogni genere nelle campagne è ben lungi dall’essere un fenomeno dimenticato… Hanno solo smesso di fare le foto, la versione 2.0 della polvere sotto il tappeto.

Hai voglia di promettere “il potenziamento delle attività di informazione e formazione da rivolgere, soprattutto, agli allievi della scuola” (vedi le dichiarazioni programmatiche a pagina 12): quando quella formazione produrrà finalmente comportamenti virtuosi diffusi, saremo sommersi dai rifiuti.

I cittadini saranno sì al centro, ma di una discarica spaventosa.

Rifiuti abbandonati e altre favole

rifiuti abbandonatiNel 2014 abbiamo raccolto e smaltito 7.350 tonnellate di rifiuti e abbiamo speso, fra raccolta, smaltimento e servizi accessori, poco meno di 2,9 milioni di euro.

Siamo però in premialità – grazie all’ottimo risultato della raccolta differenziata – e quindi ci saranno scontati circa 120.000 euro che si aggiungono ai 80.000 euro di risparmio sugli smaltimenti.

Stimiamo che per raccogliere e smaltire tutti i rifiuti abbandonati nell’intero territorio sestese servano fra i 300.000 e i 500.000 euro. Se potessimo spenderli tutti insieme– e non è così facile perché c’è una questione di patto di stabilità – dovremmo aumentare la TARI a tutti i cittadini del 10-15%.

Chi è disposto a pagare di più per consentire agli incivili di continuare a non rispettare le regole?

Discariche abusive ripulite

Is_coras_01A distanza di poco più di un anno dall’ultima ripulitura, nei giorni scorsi sono state bonificate le discariche abusive della strada di Is Coras. Oltre 10 tonnellate di rifiuti indifferenziati (circa il 5% del secco che in media raccogliamo in un mese) che significano qualche punto percentuale di raccolta differenziata in meno per il mese di novembre.

Fa rabbia constatare che molti dei rifiuti ammucchiati in quelle piazzole potevano essere portati all’Ecocentro: tessili, elettrodomestici, inerti, bottiglie di vetro o plastica, lattine, pneumatici, sfalci e potature, rifiuti organici…
Chi li ha abbandonati per strada non lo sapeva? Non voleva aspettare che l’Ecocentro aprisse e si è semplicemente spostato di pochi metri per non riportarsi i rifiuti a casa? Non era di Sestu? Non gli importava di pesare per migliaia di euro sul bilancio comunale?
Io non ho la risposta, anche se immagino che questi – e altri motivi – possano spingere i cittadini a violare con tanto spregio le norme di civile convivenza (prima che le leggi).
Sento spesso dire che le videocamere in giro per il paese e le campagne sarebbero una soluzione. Quante videocamere servirebbero? Decine, se non centinaia, per un costo davvero significativo, a cui si aggiunge quello del personale che visiona le riprese o le registrazioni. E poi ci sono le leggi sulla Privacy che impongono di avvisare della presenza di videocamere (un invito per i criminali ad andare un po’ più in là, fuori dalla portata dell’obiettivo).
Possibile che non si riesca a essere civili senza la minaccia della sanzione?
Possibile che si debba ricorrere a metodi da Grande Fratello perché si rispettino poche semplici regole?
Possibile che non ci sia un altro modo – meno costoso e meno “invasivo” – per mantenere il nostro territorio in condizioni decorose?

Oggi, in via Laconi

Stamattina il marciapiedi di via Laconi si presentava così:

Via Laconi, 5 marzo 2014

Ore 10:30

 

Adesso è così:

Via Laconi, 5 marzo 2014, ore 11:21

Ore 11:25

Teniamo pulite le nostre strade: mettiamo i rifiuti in strada correttamente seguendo il calendario e rispettando le regole e portiamo quello che non può essere ritirato porta-a-porta all’Ecocentro. È una questione di civiltà e tutti dobbiamo fare la nostra parte.