Che fine hanno fatto i risparmi sulla raccolta differenziata?

cestino01Stanno arrivando le lettere della TARI e i sestesi scoprono che non solo tutte e quattro le rate sono già scadute, ma che non ci sono risparmi sulle tariffe. L’avevo già scritto qui: si è scelto di non abbassare i costi della tassa sui rifiuti pur avendo a disposizione dei risparmi di gestione notevoli.

Da assessora avevo detto e scritto più volte che era conveniente aumentare la quota di raccolta differenziata e avevo anche pubblicato i costi, i risparmi e le premialità che eravamo riusciti a ottenere grazie all’impegno dei cittadini. Ma amministrare significa prendere delle decisioni per tutti e questa amministrazione ha fatto le sue scelte.

Ritornare alle buste del secco (40.000 euro all’anno), potenziare la raccolta di tutti i rifiuti anziché controllare che siano separati bene (5% di raccolta differenziata in meno in solo 6 mesi!), aumentare la frequenza dello svuotamento dei cestini stradali incentivando così quei cittadini che li usano come cassonetti dell’indifferenziato disponibili tutti i giorni: sono decisioni che hanno un costo e che pesano sulla tassa che noi cittadini paghiamo. Sono scelte politiche che dimostrano quanta attenzione per il cittadino ha l’amministrazione in carica che pure si vanta di averlo messo al centro.

Sarà forse che per loro mettere il cittadino al centro significa non controllare che le regole del vivere civile siano rispettate anche a costo di scontentare qualcuno; sarà che forse pensano che le cartoline poetiche con cui riempiono i social network bastino a far nascere spontaneo un senso civico che troppi dimostrano di non avere; sarà che l’ambiente non è certamente una priorità né sembra esserlo il risparmio a esso legato. Sta di fatto che i risultati si vedono sulle nostre bollette TARI.

Tutto questo mentre la raccolta differenziata continua mese dopo mese a scendere: così che l’anno prossimo potremo godere di un ulteriore aumento della TARI.

Complimenti, ottimo lavoro!

Dove finiscono (davvero) i rifiuti 

rifiuti_e_bugieQualche giorno fa nella bacheca ufficiale su Facebook della Sindaca è comparso un post autoelogiativo con cui il pluri-potenziario assessore Pisu narrava la bella storia della pulizia degli argini del Rio Matzeu, dicendo che tutti i rifiuti raccolti dalla ditta appaltatrice (a proposito, il servizio non è in contratto, lo paghiamo a parte?) sono finiti all’Ecocentro.

Beh, non è esattamente così.

All’Ecocentro sono stati portati solo i materiali ferrosi, tutto il resto è finito nel secco. E non è successo per pigrizia degli operatori, ma perché carta, plastica, vetro, tessili, eccetera, erano coperti di terra e polvere e, messi insieme ai materiali della nostra raccolta differenziata avrebbero reso l’intero carico “sporco” (cioè con tassi di materiale estraneo sopra la soglia tollerata) deprezzando il conferimento e riducendo il contributo CONAI che il Comune incassa per i rifiuti da imballaggio.

Bella mossa, quindi: si usano ulteriori risorse pubbliche che saranno a carico di chi già paga (e continuerà a pagare) e non di chi sporca.  Anzi, per questi ultimi nessun problema, continuino pure a gettare i loro rifiuti in giro o a usare i cestini gettacarte come loro personale cassonetto dell’indifferenziato, che vengono comunque svuotati ogni giorno senza alcun controllo.

Tanto l’importante è il decoro, mica l’educazione.

Ultimo post

municipioQuesto è l’ultimo post del blog Assessora per caso. Da domani questa esperienza sarà comunque finita, perché, anche in caso di  vittoria e di un’eventuale riconferma del ruolo, non sarei più lì “per caso”.

Sono stati due anni intensi. Stimolanti e coinvolgenti come poche altre esperienze della mia vita. Ho messo tutto il mio impegno per cercare di portare avanti quello che credo sia l’interesse della comunità con i principi fermi della correttezza e del rigore.

Ho raggiunto i miei obiettivi? No, o almeno non del tutto.

All’inizio di questa vera e propria avventura mi dicevo pronta a mettercela tutta. L’ho fatto, mettendo questo impegno al centro della mia vita.

I numeri sono lusinghieri, certo, ma i numeri non rappresentano l’intera realtà. Perché anche quando si lavora per questioni ideali – come per me è la difesa dell’ambiente – strappare risultati concreti senza cambiare la cultura e la mentalità è una vittoria a metà.

Ammetto che i momenti di frustrazione hanno messo a dura prova la mia ferma intenzione di lottare perché quella diffusa disattenzione per l’ambiente – spesso frutto di una rassegnazione che non meritiamo di subire né di provare – si trasformasse in orgoglio per la cura del proprio territorio. So che sono molti a pensarla come me e molti hanno dedicato qualche minuto del loro tempo per farmelo sapere, con messaggi, email o piacevoli chiacchierate.

Ci sono stati anche degli insoddisfatti (e anche degli arrabbiati), ma ho sempre provato a capire le loro ragioni e di valutare con la massima serenità se il loro disagio potesse essere risolto senza per questo mettere a repentaglio un sistema che doveva funzionare per tutti. A volte ci sono riuscita, altre no.

È stato doloroso che nella campagna elettorale si siano usati questi insoddisfatti come emblema della cattiva amministrazione degli ultimi 10 anni. Ed è stato ancor più amaro constatare che siano stati strumentalizzati proprio da chi, almeno a parole, si dice promotore di azioni positive (anche in campo ambientale).

Ci sta tutto, in campagna elettorale, anche distorcere la percezione dei fatti per portare sostegno alla propria parte. Quello che non posso accettare, però, è cavalcare l’innata pigrizia di cui soffriamo tutti come giustificazione per demolire il lavoro dell’altra parte, arrivando a promettere cambiamenti irrealizzabili quando non completamente illegali.

Ma con oggi tutto questo finisce. Comunque vada, da domani sarà diverso. Perché potrei essere una normale cittadina che continuerà a fare il suo dovere civico e politico per cercare di migliorare anche di pochissimo la comunità in cui vive o potrei ancora avere la possibilità di proporre le mie idee e farlo insieme a una sindaca altrettanto motivata e a una maggioranza che ha il sostegno di moltissimi concittadini. Non nego che questa seconda opzione è quella che preferisco, ma non rinuncerò comunque all’impegno di fare la mia parte.

Rifiuti abbandonati e altre favole

rifiuti abbandonatiNel 2014 abbiamo raccolto e smaltito 7.350 tonnellate di rifiuti e abbiamo speso, fra raccolta, smaltimento e servizi accessori, poco meno di 2,9 milioni di euro.

Siamo però in premialità – grazie all’ottimo risultato della raccolta differenziata – e quindi ci saranno scontati circa 120.000 euro che si aggiungono ai 80.000 euro di risparmio sugli smaltimenti.

Stimiamo che per raccogliere e smaltire tutti i rifiuti abbandonati nell’intero territorio sestese servano fra i 300.000 e i 500.000 euro. Se potessimo spenderli tutti insieme– e non è così facile perché c’è una questione di patto di stabilità – dovremmo aumentare la TARI a tutti i cittadini del 10-15%.

Chi è disposto a pagare di più per consentire agli incivili di continuare a non rispettare le regole?

Il Tesoro di Capitan Eco

IClassi_premiateeri mattina sono state premiate le tre classi che hanno raccolto più ecomonete durante il concorso “Il Tesoro di Capitan Eco”. Si tratta della 4a e la 5a E della scuola “Don Bosco” di via Repubblica e della 4a B della scuola “Anna Frank” di via della Resistenza.

Capitan Eco ha consegnato a un rappresentante di ognuna delle classi il kit classe che contiene giochi e materiali didattici e informativi sulla raccolta differenziata dei rifiuti e sull’ambiente.

Sono molto contenta di come è andato il concorso: gran parte dei bambini hanno preso molto sul serio l’incarico dato loro da Capitan Eco per recuperare il tesoro. Hanno coinvolto genitori, nonni, zii nella gara e durante il concorso le visite all’Ecocentro sono aumentate in modo significativo.

Mi auguro che chi ha visitato l’Ecocentro per la prima volta durante il concorso abbia potuto vedere come funziona e quanto è utile. Lo scopo del concorso era proprio questo: portare quante più persone all’Ecocentro e diffondere le informazioni sulle sue funzioni, facendo leva sui bambini e sul loro entusiasmo nel partecipare al gioco.premiazione

Durante la manifestazione è stata letta la graduatoria provvisoria delle 25 famiglie che usufruiranno della detrazione di 50 euro sulla TARI 2015. Per chi non l’avesse ancora fatto, c’è ancora una settimana per portare la scheda di partecipazione all’Ecocentro. Il 23 maggio prossimo le schede saranno ritirate e verrà stilata la graduatoria definitiva. Le famiglie partecipanti che non avranno consegnato la scheda, perderanno il diritto di essere considerate nei conteggi finali.

 

Che sconforto!

Com’è possibile che dopo 10 anni di raccolta differenziata qualcuno possa davvero dire di non sapere che si devono separare i rifiuti?

2015-02-07 14.28Lasciare per le vie del paese, non nelle periferie meno frequentate ma in pieno centro, buste come quelle nella foto non può essere un errore. È un consapevole affronto al vivere civile e al benessere della comunità.

Mentre ricopro il ruolo di assessora all’ambiente mi prendo tutta la responsabilità del funzionamento di un sistema di raccolta dei rifiuti che sicuramente è perfettibile (cosa non lo è?), ma non sono disposta a sentire “il Comune” accusato di non curare la pulizia del paese quando chi sporca non è il Comune ma persone incivili come quelli che hanno abbandonato i rifiuti della foto.

A chi si ostina a non voler accettare le regole del vivere civile vorrei poter dire “vi troveremo e a forza di multe vi faremo imparare come ci si comporta”, ma so bene che gli strumenti di controllo che abbiamo a disposizione non sono sufficienti per quello che, evidentemente, è un fenomeno troppo diffuso per essere affrontato con la repressione.

Mi si rimprovera il fatto che ai cittadini non arrivano sufficienti informazioni. Probabilmente è vero: ma trovo inammissibile che le regole di base (la semplice separazione dei rifiuti) non siano ancora chiare a qualcuno. Possibile che in 10 anni ci sia ancora qualcuno che non ne ha sentito parlare?

Mi si dice che forse quelli che non lo sanno vengono da fuori. Come se Sestu fosse circondata dal deserto dell’inciviltà e fuori di qui nessuno conoscesse qualche norma di civile convivenza. Mi rifiuto di accettarlo.

Pigrizia o cafonaggine che sia, non rispettare le regole è immorale prima che illegale. Pesare su un sistema costoso infischiandosene del dovere di dare il proprio contributo è gravissimo ed è inaccettabile cercare alibi per giustificare tali comportamenti, per sé o per gli altri.

Forse ora dovrei scusarmi per lo sfogo, ma lo sconforto me lo impedisce.

Operatori RD: lasciamoli lavorare!

operatoreSui social network e nelle conversazioni in paese capita spesso di sentir parlare degli operatori della raccolta differenziata. Purtroppo di solito si tratta di lamentele sul loro lavoro.

A questi proposito, sento il dovere di chiarire alcuni punti, anche se so che ai più sembreranno ovvi:

  1. Gli operatori sono lavoratori e come tali hanno il diritto di lavorare in totale sicurezza. È dovere dell’Amministrazione assicurarsi che il servizio appaltato venga svolto secondo i contratti, ma deve anche vigilare sul fatto che ciò venga realizzato nel pieno rispetto delle leggi di tutela della sicurezza dei lavoratori e dei cittadini;
  2. Gli operatori seguono le disposizioni del loro datore di lavoro che, a loro volta, dipendono dalla legge in vigore, dai regolamenti comunali e dalle politiche ambientali stabilite dall’Amministrazione;
  3. Gli operatori non rispondono del loro operato direttamente ai cittadini, ma al loro datore di lavoro e, per tramite della ditta appaltatrice, all’Amministrazione comunale.

Detto questo, insultare – di persona o su Facebook – il singolo operatore ha l’unico effetto di aumentare il nervosismo senza migliorare certamente il servizio. Accusare di pigrizia chi non si china a raccogliere il cartone da terra quando invece ha ricevuto precise istruzioni in merito non è solo ingeneroso, ma totalmente sbagliato. Minacciare chi, mentre lavora, cerca di far del suo meglio, infine, è al limite della legalità.

Il legittimo diritto di manifestare le proprie opinioni non deve mai essere messo in discussione, tuttavia se le lamentele restano tali e non diventano segnalazioni puntuali a chi deve controllare non favoriscono certo la soluzione delle criticità.

È quindi importante sottolineare ancora una volta che qualsiasi tipo di disservizio o cattiva condotta da parte degli operatori DEVE essere segnalato al Comune che ha il dovere di monitorare le attività ed eventualmente applicare i meccanismi di controllo del contratto.