Che sconforto!

Com’è possibile che dopo 10 anni di raccolta differenziata qualcuno possa davvero dire di non sapere che si devono separare i rifiuti?

2015-02-07 14.28Lasciare per le vie del paese, non nelle periferie meno frequentate ma in pieno centro, buste come quelle nella foto non può essere un errore. È un consapevole affronto al vivere civile e al benessere della comunità.

Mentre ricopro il ruolo di assessora all’ambiente mi prendo tutta la responsabilità del funzionamento di un sistema di raccolta dei rifiuti che sicuramente è perfettibile (cosa non lo è?), ma non sono disposta a sentire “il Comune” accusato di non curare la pulizia del paese quando chi sporca non è il Comune ma persone incivili come quelli che hanno abbandonato i rifiuti della foto.

A chi si ostina a non voler accettare le regole del vivere civile vorrei poter dire “vi troveremo e a forza di multe vi faremo imparare come ci si comporta”, ma so bene che gli strumenti di controllo che abbiamo a disposizione non sono sufficienti per quello che, evidentemente, è un fenomeno troppo diffuso per essere affrontato con la repressione.

Mi si rimprovera il fatto che ai cittadini non arrivano sufficienti informazioni. Probabilmente è vero: ma trovo inammissibile che le regole di base (la semplice separazione dei rifiuti) non siano ancora chiare a qualcuno. Possibile che in 10 anni ci sia ancora qualcuno che non ne ha sentito parlare?

Mi si dice che forse quelli che non lo sanno vengono da fuori. Come se Sestu fosse circondata dal deserto dell’inciviltà e fuori di qui nessuno conoscesse qualche norma di civile convivenza. Mi rifiuto di accettarlo.

Pigrizia o cafonaggine che sia, non rispettare le regole è immorale prima che illegale. Pesare su un sistema costoso infischiandosene del dovere di dare il proprio contributo è gravissimo ed è inaccettabile cercare alibi per giustificare tali comportamenti, per sé o per gli altri.

Forse ora dovrei scusarmi per lo sfogo, ma lo sconforto me lo impedisce.

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