Tetra Pak: imballaggio più dannoso o più ecologico?

tetrapakUn dubbio che Daniela Manca qualche giorno fa ha pubblicato su Facebook mi ha dato lo spunto per questo post.

Il Tetra Pak è un imballaggio prodotto da un’azienda svedese che ne detiene il marchio. È un “poliaccoppiato”, cioè un materiale fatto a strati, ed è adatto a contenere cibi liquidi perché resistente e leggero. Sono moltissimi i prodotti d’uso quotidiano confezionati in Tetra Pak : latte, sughi e salse, vino, succhi di frutta e altre bevande.

Come tutti gli oggetti che usiamo, in particolar modo gli imballaggi dei prodotti che acquistiamo ogni giorno, anche il Tetra Pak ha un impatto sull’ambiente. Ce l’ha quando viene prodotto – è formato da materiali diversi (plastiche, carta, alluminio) il cui processo lavorativo richiede una notevole quantità di energia – e ce l’ha quando viene smaltito – il processo di separazione è molto complesso ed energivoro, tanto che meno del 20% del Tetra Pak gettato via viene riciclato.

Ha tuttavia il vantaggio della leggerezza: per trasportare un litro di latte contenuto in un imballo Tetra Pak serve meno energia rispetto a un litro di latte in bottiglia di vetro. Il vetro, però, è riciclabile praticamente all’infinito, il Tetra Pak no.

Sono troppi gli elementi che un singolo cittadino dovrebbe conoscere per poter valutare con consapevolezza l’impatto della propria scelta.

Propongo quindi una soluzione più facile: riduciamo in generale il ricorso agli imballaggi. Persino quelli più green, fatti di materiali riciclati e/o riciclabili, costano molto in termini economici ed ecologici, per produrli così come per smaltirli. Scegliamo prodotti con pochi imballaggi, quando è possibile compriamo prodotti “alla spina”, riusando i contenitori più e più volte, ed evitiamo quanto più possibile l’usa-e-getta.

Sono piccoli gesti per il singolo, ma danno un grande contributo all’ambiente.

Annunci