Riflessioni a margine del dibattito sulla RD (parte 1)

RD01Nelle ultime settimane ci sono state polemiche sulla raccolta differenziata sia in paese sia sui Social Network, in particolare sull’applicazione più puntuale dei regolamenti.

In diverse occasioni ho avuto modo di proporre chiarimenti, spiegazioni e delucidazioni e ho anche potuto parlare o scambiare email con diversi cittadini. Ho anche letto qualcuna delle discussioni su Facebook, almeno quelle che sono riuscita a seguire, data la mole di commenti sul tema.

Mi sono resa conto, con rammarico, che le informazioni che circolano spesso sono vaghe se non inesatte e di questo, per il ruolo che ricopro, mi sento in parte responsabile. Provo a rimediare partendo da questo blog, impegnandomi a provvedere a pubblicare quante più informazioni possibili sul sito istituzionale e in forme che possano raggiungere più cittadini possibili (senza usare troppa carta, però!).

Comincio dalla nota più dolente: la tassa sui rifiuti.

L’anno scorso c’è stato un notevole aumento della tassa, soprattutto per le famiglie da 3 componenti in su. Non è stato il Comune a deciderlo e l’aumento della tassa non è stato causato dall’aumento dei costi del servizio (che negli ultimi anni sono rimasti sostanzialmente stabili). Le cause dell’aumento sono state due:

  1. Lo Stato, che ha fatto la legge, ha stabilito che l’intero costo del servizio e tutte le altre spese sostenute dal Comune in tema di igiene pubblica ambientale debbano essere suddivisi fra i cittadini attraverso quella che l’anno scorso si chiamava Tares e che quest’anno si chiama TARI. Prima la Tarsu copriva l’80% dei costi relativi alla raccolta e allo smaltimento dei rifiuti e tutto il resto finiva nella fiscalità generale (noi con l’IRPEF davamo i soldi allo Stato che a sua volta li dava ai comuni). Dall’anno scorso, invece, i trasferimenti dallo Stato ai comuni non ci sono più e questi devono far pagare ai cittadini i costi dell’intero servizio. Per fare un esempio, anche parte dello stipendio degli impiegati comunali che lavorano all’Ufficio Ambiente finisce nel totale su cui si calcolano le tariffe che ognuno di noi deve pagare;
  2. Con la Tares è stato introdotto il parametro del numero degli abitanti come elemento per il calcolo della tassa. Ovviamente è un parametro più giusto rispetto alla superficie della casa, dato che sono le persone e non le case vuote a produrre rifiuti ed è giusto che più rifiuti si producono e più si paghi (magari serve anche a renderci più consapevoli del fatto che dovremmo cercare tutti di produrne di meno). Fino all’anno scorso, se in due appartamenti uguali abitavano due famiglie una di 5 componenti e una di 2, la tassa delle due famiglie era uguale; con la Tares invece, la tassa della famiglia di 5 persone è circa 1 volta e mezza più alta di quella della famiglia di 2.

L’aumento della tassa è stato significativo per molte famiglie, ma la suddivisione dei costi è più equa dal momento che è più legata alla produzione dei rifiuti reale.

Quest’anno la TARI ha tariffazioni sostanzialmente simili alla Tares, ma, a differenza dell’anno scorso, non includerà l’addizionale statale (30 centesimi a metro quadro) che l’anno scorso abbiamo pagato nella rata di dicembre.

Nel 2013 si sono mantenuti gli stessi livelli di spesa del 2012 per l’igiene urbana ambientale e la tassa di quest’anno, dunque, sarà più bassa di quella dell’anno scorso.

Presto riceveremo la comunicazione dal Comune con i bollettini postali: potremo pagare in un’unica soluzione o in 4 rate con scadenza al 30 novembre 2014, 31 gennaio, 31 marzo e 31 maggio 2015.

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